Muradica: Un progetto che “ricuce” il paesaggio del Monte Amiata

Immaginate di camminare in un paesaggio toscano, circondato da dolci colline, vigneti e borghi medievali. In lontananza, però, spicca un edificio che sembra fuori posto, un po’ troppo moderno, un po’ troppo invasivo rispetto alla bellezza naturale che lo circonda. Come si può armonizzare una costruzione con il paesaggio senza stravolgere l’ambiente? È questa la sfida che il progetto “Muradica” si propone di affrontare, e lo fa con una soluzione innovativa, economica e a basso impatto energetico.

L’incontro tra natura e architettura

“Muradica” nasce grazie a una collaborazione tra diversi soggetti: il Comune di Seggiano, l’Università della Tuscia, Vivai Moscatelli, Roggi S.r.l./Certema, lo studio architettonico “Spazi consonanti” e lo Studio Agricis. Il progetto è finanziato dai fondi LEADER del GAL FAR Maremma, nell’ambito della sottomisura 16.2 del PSR della Regione Toscana. L’obiettivo principale è quello di creare un prototipo che possa aiutare a “ricucire” visivamente gli edifici che, nelle aree rurali, risultano dissonanti con il paesaggio circostante.

Il caso di studio scelto è quello degli ex magazzini comunali di Seggiano, un edificio che si trova vicino al borgo medievale del paese. Pur essendo funzionale, la sua presenza risultava visivamente invasiva, creando un contrasto con la tranquillità del paesaggio circostante.

Una soluzione verde e innovativa

La risposta del progetto è semplice, ma geniale: integrare l’architettura con elementi naturali, come piante rampicanti, che possano “mitigare” l’aspetto visivo della costruzione. Si tratta di un sistema di supporti verticali e orizzontali che permetteranno alla vegetazione di crescere, coprendo le parti dell’edificio che disturbano l’armonia paesaggistica.

Le piante non solo daranno una nuova vita all’edificio, ma contribuiranno anche a migliorare l’efficienza energetica dell’intera struttura, creando un microclima più fresco d’estate e più caldo d’inverno. In questo modo, il progetto non solo risponde a una necessità estetica, ma anche a una funzionalità ecologica.

Fasi del progetto: dalla teoria alla pratica

Il cammino verso la realizzazione di questo prototipo è stato articolato e dettagliato. La prima fase ha previsto un’attenta analisi delle caratteristiche costruttive e paesaggistiche dell’edificio di Seggiano, per capire come intervenire senza compromettere l’equilibrio del paesaggio. La scelta delle specie vegetali e dei sistemi di sospensione è stata fondamentale, poiché il tipo di pianta e il modo in cui viene supportata sono cruciali per il successo del progetto.

Una volta definite le linee guida, è stato realizzato il prototipo sulla facciata nord dell’edificio, un punto strategico per testare l’efficacia del sistema proposto. Il risultato? Un edificio che, giorno dopo giorno, comincia a fondersi con il paesaggio, come se fosse sempre stato parte di esso.

Versatilità e sostenibilità

Il vero punto di forza di “Muradica” è la sua versatilità: il prototipo può essere replicato su altre strutture simili nell’area del Monte Amiata e, in futuro, anche in altre zone con caratteristiche paesaggistiche analoghe. Questo approccio innovativo offre una soluzione semplice, economica e facilmente adattabile a contesti diversi, creando un impatto positivo sia sull’ambiente che sull’estetica del territorio.

Il progetto, quindi, non solo risponde a una problematica architettonica, ma diventa un esempio di come la natura e l’architettura possano convivere in armonia, creando soluzioni sostenibili che rispettano e valorizzano il paesaggio. “Muradica” è un passo verso un futuro dove ogni edificio può essere progettato per integrarsi in modo naturale con il contesto che lo circonda, riducendo l’impatto visivo e ambientale. Una piccola “rivoluzione verde” che si adatta perfettamente alla bellezza del Monte Amiata.

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